Un film di / A movie by
ALBERTO CRAVERO FABIO MANCARI

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Una produzione Stuffilm creativeye
Realizzato con il contributo di:
Provincia di Cuneo
Città di Savigliano
FILCEM-CGIL
In concorso ai David di Donatello 2010 categoria documentari di lungometraggio.
SINOSSI
Il 13 aprile 2009 l'annuncio della chiusura della Sekurit Saint Gobain di Savigliano ha dato inizio ad una vertenza sindacale. I lavoratori in divisa da lavoro davanti ai cancelli hanno organizzato un presidio. Nei loro occhi e nelle loro parole s'intuisce la gravità della situazione e la loro concreta preoccupazione. Vorrebbero avere qualcuno con cui prendersela per questo inatteso calvario, ma è difficile trovarlo perché un'azienda multinazionale non ha un volto che puoi prendere a pugni. In questi mesi è cambiato il loro rapporto con la fabbrica. Prima si alzavano per andare a lavorare ora stazionano davanti alla fabbrica giorno e notte per difendere un lavoro che sperano di non perdere.
Mai come oggi si sentono solo numeri di matricola in quei giochi di compra e vendi che li hanno sempre più emarginati. Questa è la storia di quei lavoratori. Delle giornate al presidio davanti alla fabbrica e delle manifestazioni in piazza. La storia della loro lotta per difendere un lavoro e la sua
dignità, per se stessi e per il futuro che ognuno di loro si è immaginato.
CONTESTO
Il presidio
Ai margini di lungo rettilineo che collega Savigliano e Saluzzo, nel cuore della laboriosa provincia Granda il 13 aprile 2009 spuntava una tenda allestita con mezzi di fortuna. Sullo sfondo lo stabilimento della Sekurit Saint Gobain di Savigliano (CN). Quella tenda è il presidio permanente organizzato dai lavoratori per dare voce alle loro proteste. Sotto quella tenda si vivono le giornate di cassa integrazione. Gli operai si alternano in turni come facevano quando lavoravano oltre quei cancelli che ora presidiano. Qualcuno grida: "Non chiudete la Sekurit Saint Gobain! Lasciate vivere questo stabilimento!".Qualcuno sta seduto sull'asfalto. Qualcuno ora soffia nei fischietti. Qualcuno prepara da mangiare. Qualcuno scrive ai giornali. Sulla strada davanti al presidio le auto sfrecciano come prima. Qualche volta qualche automobilista si accorge che qualcosa è cambiato davanti alla fabbrica. I lavoratori chiedono sostegno agli automobilisti. Loro allargano le braccia. Qualcuno sbuffa e si lamenta. Altri li sostengono incitandoli "Bene. Bravi! Siamo con voi…". Qualcuno, sfrecciando davanti alla tenda con il dito medio alzato grida "Andate a lavorare!".
Attorno alla tenda del presidio le bandiere dei sindacati sventolano, si allungano striscioni, i giorni passano e si rafforza quello spirito di aggregazione che rende forti i lavoratori coinvolti nella crisi della Sekurit Saint Gobain di Savigliano e la loro voglia di un futuro fatto di lavoro.
La fabbrica
La Sekurit Saint Gobain di Savigliano è l'azienda in cui si producono i vetri delle vetture che guidiamo ogni giorno: Bravo, Delta, Alfa 147, Focus, Micra, Mondeo, 806, Megane. E dei veicoli commerciali Ducato e Porter. A Savigliano nascono anche i vetri dell'auto che non guideremo mai. Quella che segna l'immaginario collettivo nazionale: la Ferrari. Quella fabbrica è stata per anni il luogo di lavoro di molti lavoratori. Un' azienda che ha investito in tecnologia per cercare di offrire prodotti di qualità.
Oggi quell'azienda è lo sfondo della protesta. Freddi muri dietro una cancellata. I lavoratori sono fuori. La sorvegliano senza poterci entrare. Non sanno cosa ne sarà di loro, ma sanno che il loro futuro passa anche per quella fabbrica.
PERSONAGGI
Idealmente i personaggi sono tutti i lavoratori coinvolti da questa vertenza. Lavoratori a cui si chiede di pagare il prezzo di una crisi economica mondiale senza considerare che nessuno di loro ne ha colpa. Tra questi lavoratori individueremo alcuni di loro che per esigenze puramente
cinematografiche ci aiuteranno a delineare la storia di questa protesta vista con i loro occhi. Una storia che verrà raccontata entrando anche nel loro intimo. Raccontando l'impatto che ha avuto nella loro vita il ritrovarsi in cassa integrazione con la preoccupazione del futuro. Ognuno porterà la proprio esperienza, il proprio modo di sentire le cose che stanno accadendo. Ogni storia privata darà risalto a quella collettiva di tutti i lavoratori. Una vitale e importante lotta per il lavoro che segna anche una svolta nei sistemi di azione sindacale portati avanti nella provincia di Cuneo.
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SYNOPSIS
On 13th April 2009 the closure of the company Sekurit Saint Gobain (in Savigliano) started a labour dispute. In front of the factory gates, workers in uniform organized a picket.
In their eyes and in their words it guesses the gravity of the situation, the concrete worry.
They would have someone to blame for this unexpected trial, but it’s difficult because a multinational firm has no single face to be punched. In the last months, the relation with the company changed.
Before, they woke up to go at work, now they stand in front of the factory day and night to defend the same job they hope not to lose. They only feel a number in this game of purchase and sale, which is alienating them more and more. This is the story of those workers. Of the days spent at the picket in front of the factory and of the strikes down the streets. The story about their fight to keep a job and its dignity, for themselves and the future that everyone imagined.
CONTEXT
The picket
By the side of the straight street linking up Savigliano and Saluzzo, in the heart of the working class “Provincia Granda”, on 13th April 2009 people improvised a makeshift tend. In the background the factory of Sekurit Saint Gobain in Savigliano (CN). That tent is the permanent symbol of the defence of the factory workers to give voice to their protests. Under this tent they’re living their layoff days.
Workers take turns like when they worked in the factory behind those gates, the same they’re
garrisoning now. Someone screams “Do not close Sekurit Saint Gobain please! Let the establishment live!”. Someone is sitting on the asphalt. Someone is whistling. Someone is cooking. Someone is writing to the magazines. On the street, cars speed in front of the tent. Someone notices something different in front of the factory. Workers ask some support to the people, who don’t understand what is happened. Some snorts and moans. Some other supports them inciting “Good! Bravo! We hold you up…” Someone, speeding in front of the tent with the middle finger raised, just says “Go working!”. Around the tent, the labour union flags are waving, banners are unrolling, days are passing and the aggregation spirit increases. The same spirit making so strong the workers of Sekurit Saint Gobain and the wish to work in the future.
The factory
Sekurit Saint Gobain in Savigliano is a company producing glass for cars we usually drive every day: Bravo, Delta, Alfa 147, Focus, Micra, Mondeo, 806, Megane. And also commercial vehicles like Ducato and Porter. In Savigliano, also the glasses for cars we’ll never drive are manufactured.
The car of whole national imagery: Ferrari. For years this factory has been a work place for many people. A company which has invested in technology in order to guarantee products of high quality.
Today the same company is the background of the protest. Cold walls behind the gate. Out, the workers. They’re looking after the factory, not allowed to go in. They do not know what will happen. But they know for sure their future will pass through this factory.
CHARACTERS
Ideally the characters are all the workers involved in this dispute. Workers to whom is required to pay the price of a global economic crisis without considering that it’s not their fault. Among these workers, due to film reasons, we found among them someone who could help to defining the story of this protest through their eyes, approaching to their feelings, narrating the layoff impact in their life and the worry for the future. Everyone will participate with their own experience, their own way to feel what is happening. Every private story will show up the collective of all workers.
A very important fight for work, which marks a turning point in the labour unions systems of action in the province of Cuneo