L'ULTIMO CHILOMETRO

THE LAST KILOMETER / Film Documentario / Disponibile in formato DVD!

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“Pantani ha vinto la tappa alla sua maniera, staccando tutti che poi è il solo modo che ha di vincere, una felice condanna. La ferocia con cui ha sprintato negli ultimi 50 metri, flagellandosi muscoli e polmoni, la dice lunga. Arriva con la testa abbassata sul manubrio, senza cercare la bella posa per fotografi e collezionisti di immagini (le braccia alzate, il sorriso soddisfatto). È grinta, solo grinta, pura grinta, tutta grinta in quella buffa divisa rosa. È un urlo frenato, Pantani. Solo oltre la riga bianca alza la mano destra, alla Mennea, col dito a  dire uno, ma la abbassa subito, o per stanchezza o perché se ne vergogna”.
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"Il Mentè è molto vicino al Portet d'Aspet, dove c'è la stele per Casartelli. Altra caduta, altro elicottero, altra morte sulla strada. Di quel Tour '95 ricordo il brutto teatrino delle premiazioni, dei sorrisi, delle miss (i corridori non sapevano? non dovevano sapere?) ma soprattutto, il giorno dopo, il tappone dei cinque colli corso in gruppo, basse le teste e l'andatura. Un vero funerale. C'era già l'EPO, ma miracolosamente c'era (ci sarà ancora?) un cuore collettivo, una reazione solidale a una morte quasi banale ma così improvvisa che riguardava tutti, e tutti aveva colpito".

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"Tanto la corsa langue, e c'interessa di più sapere dove vanno a finire i poeti, quando muoiono...Si va avanti per un assaggio, e per bere Calvados, naturalmente, come farebbe il commissario Maigret. Devo confessare che continuo a frequentare posti che avrebbe frequentato Maigret e che mangio cose che piacevano a lui e del resto, senza farlo apposta, piacciono anche a me"
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"Il Mont Ventoux era una montagna che negava la vita. Solo pietre bianche e ghiaioni e lui è andato a finire proprio lì. Lui, che amava la vita, lo dicono tutti, e il mare, e gli alberi, lui, che in Corsica dissodava il terreno attorno alla futura casa, e gli piaceva il Lago di Garda, e raccontare barzellette, e fare il pioniere."



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    Dal 1967, ogni anno nel mese di luglio ci racconta il "suo" Tour de France dalle pagine del quotidiano "La Repubblica".
    I suoi articoli non sono solamente pezzi di cronaca, ma racconti di gesta epiche o di un'epica ormai perduta, di sentimenti e di emozioni, di vicende umane talvolta esaltanti, talvolta drammatiche.
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