La Rivoluzione Terrestre - Valerio Berruti
Vivere la vita - Alessandro Mannarino

Riprese e Montaggio Video Paolo Casalis - Stuffilm Creativeye APS
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Musiche: VIVERE LA VITA - ALESSANDRO MANNARINO



Una grande chiesa medievale nel centro storico di Alba ospita il progetto inedito di Valerio Berruti La rivoluzione terrestre. La mostra, curata da Andrea Viliani, presenta un nuovo, imponente lavoro dell'artista che si lega alla letteratura del conterraneo Beppe Fenoglio e alla musica di Alessandro Mannarino. Con La rivoluzione terrestre Berruti espone per la prima volta nella sua città proprio nel periodo in cui, grazie alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, Alba diventa meta di un turismo internazionale. Nel la chiesa di San Domenico, Berruti presenterà una grande installazione site-specific che rende omaggio al territorio. Al centro della navata centrale un'installazione composta da 10 affreschi su juta alti 5 metri ruota in senso antiorario, come se si trattasse di una grande giostra, che riproduce un insieme di bambini che fanno un girotondo e fissano lo spettatore come se si sentissero disturbati nell'atto, silente e sospeso, del loro gioco. Entrando all'interno dell'opera si accede a uno spazio virtuale in cui poter ascoltare la composizione musicale che il cantautore Alessandro Mannarino, finalista del premio Tenco e del premio Mogol, ha scritto appositamente per la mostra. Una raffigurazione della rivoluzione terrestre intesa come il moto che la terra compie attorno al sole ma che diventa rivoluzione spirituale, pacifica e morale, compiuta sulla terra dai bambini stessi. Sul sito www.larivoluzioneterrestre.it il reportage del backstage e tutte le info.

Dal 1 ottobre al 11 novembre 2011
ingresso libero
Chiesa di San Domenico
Alba (Cn)

da www.poplife.it

Alba: Alessandro Mannarino chiude "La Rivoluzione Terrestre" di Valerio Berruti
Riscuote un grandissimo successo la mostra di Valerio Berruti La rivoluzione terrestre, a cura di Andrea Viliani, nella chiesa di San Domenico ad Alba. L'artista espone per la prima volta nella sua città proprio nel periodo in cui, grazie alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, Alba diventa meta di un turismo internazionale. 1987 persone hanno visitato l'installazione nella giornata di domenica 9 ottobre mentre sono stati 2220 i visitatori di sabato 15 e 2680 quelli di domenica 16 ottobre. Un grandissimo risultato che supera il record di visite nella chiesa medievale fino a ieri detenuto dalla mostra di Sandro Chia, visitata da 1799 persone il 10 ottobre del 2009.
Sono entusiasta e lusingato da questo risultato – afferma Berruti – perchè ho raggiunto l'obiettivo che mi ero posto: far appartenere l'arte alla gente, anche a chi pensa di non capire niente di arte. Sono convinto che le potenzialità di San Domenico e l'apertura di Alba nei confronti dell'arte contemporanea possano essere sfruttate sempre di più e il numero di visitatori della mia installazione lo dimostra. La mostra è visitabile gratuitamente e con un orario abbastanza ampio grazie al Gruppo Volontari Albesi che con grande passione e dedizione permettono che la Chiesa di San Domenico rimanga aperta senza chiedere nulle in cambio. A loro va tutta la mia stima e il mio ringraziamento.
Nella chiesa di San Domenico, Berruti presenta una grande installazione site-specific che rende omaggio al territorio. Al centro della navata centrale un'installazione composta da 10 affreschi su juta alti 5 metri ruota in senso antiorario, come se si trattasse di una grande giostra, che riproduce un insieme di bambini che fanno un girotondo e fissano lo spettatore come se si sentissero disturbati nell'atto, silente e sospeso, del loro gioco. Entrando all'interno dell'opera, dopo aver attraversato il girotondo di affreschi, un fregio sul retro delle tele che ricorda le decorazioni medievali dello spazio espositivo, accompagna in modo ossessivo, ripetitivo la visita. Lo spettatore, da sempre chiamato ad interagire con le raffigurazioni delicate e familiari di Berruti, è più che mai protagonista all'interno di questo lavoro. Sentendosi dapprima un intruso che interrompe un gioco infantile per poi riscattarsi mettendosi alla pari con i bambini, il visitatore è letteralmente al centro dell'opera. Ed è proprio qui, come il sole con la terra che gli gravita attorno, che si attua la rivoluzione terrestre a cui la mostra allude nel suo titolo, ed è qui che si accede a uno spazio virtuale in cui poter ascoltare la composizione musicale che il cantautore Alessandro Mannarino, finalista del premio Tenco e del premio Mogol, ha scritto appositamente per la mostra. Una raffigurazione della rivoluzione terrestre intesa come il moto che la terra compie attorno al sole ma che diventa rivoluzione spirituale, pacifica e morale, compiuta sulla terra dai bambini stessi.
In chiusura della mostra (venerdì 11 novembre alle ore 21) la Chiesa di San Domenico ospiterà la performance di Alessandro Mannarino, autore della colonna sonora, che così racconta il progetto sviluppato con Berruti: "Eravamo al bar davanti a una birra, quando Valerio Berruti mi parlava dell'infanzia, e scoprivo nelle sue parole il motivo della fascinazione: "i bambini" diceva "sono tutti uguali". E' vero, quando si è piccoli le relazioni prescindono dalle differenze economiche, dalla cultura, dall'appartenenza al ceto sociale. L'apparato mostruoso della società del consumo ancora non ha fatto la sua strage, ancora non ha diviso, ancora non ha elevato o condannato. Ci si guarda negli occhi e ci si riconosce come umani. Forse per fare una rivoluzione umana, bisogna ritrovare gli occhi dell'infanzia, che sanno vedere le differenze interne e riconoscere le diversità dell'identità di ognuno, ma non hanno il pregiudizio. Non ci sono condannati all'ergastolo, e non ci sono carabinieri. Vedevo le bozze dell'opera: i bambini erano uniti dal movimento, ma non legati tra loro. L'uguaglianza profonda contempla la libertà di esprimere il dissenso, di voltarsi dall'altra parte. Per me la rivoluzione terrestre è una visione di rivolta, sociale e intellettuale pacifica come il grido di un girotondo, dove siamo tutti diversi ma tutti uguali."
Alessandro Mannarino nasce a Roma nel 1979. Nel 2009 è uscito il suo primo cd Bar della rabbia, ha suonato sul palco del Primo Maggio 2009 in piazza S. Giovanni in Laterano a Roma. Ha partecipato come attore e musicista suonando "Me so 'mbriacato" nel film "Tutto l'amore del mondo". In luglio ha partecipato alla serata conclusiva del Premio Giorgio Gaber a Viareggio ed è spesso presente nella trasmissione televisiva Parla con me di Serena Dandini. E' tra i finalisti del Premio Tenco 2009 nella categoria "Album artisti emergenti – opera prima" e si è esibito il 13 novembre 2009 sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. Collabora con Fandango alla realizzazione di musiche per film. Nel novembre 2011 è uscito Supersantos, il suo secondo disco di inediti prodotto dalla Leave srl e distribuito dalla Universal Music. Il 21 giugno Mannarino è stato invitato da Giovanni Floris per suonare live la sigla d'apertura dell'ultima puntata di Ballarò. Il 14 giugno è stato uno dei cinque finalisti del Premio Mogol, un riconoscimento di prestigio che premia il talento nella scrittura dei testi e un importante evento musicale trasmesso su Rai Uno. Attualmente il cantautore romano è in tour in tutta Italia con Supersantos live. Partendo dalle sonorità e dai ritmi della musica popolare italiana Mannarino condisce il proprio mondo con elementi di musica balcanica e gitana, citazioni felliniane e evoluzioni circensi. Mannarino, funambolo della parola, si fa portavoce di una ciurma di ribelli, esiliati in una terra al confine tra la quotidianità e la fantasia. Dondolandosi come un equilibrista tra la recitazione e la musica permette ai suoi personaggi di fare capriole accorate capaci di sviscerane la profonda umanità.
Ma la rivoluzione di Berruti non si ferma qui e coinvolge l'amico chef pluristellato Enrico Crippa del ristorante Piazza Duomo di Alba, recentemente vincitore de "Il pranzo dell'anno" decretato dalle guide L'Espresso. Crippa, all'interno del suo menù inserisce un piatto creato per reinterpretare il concetto di rivoluzione terrestre pensato da Berruti, una scelta che sottolinea la volontà comune di proseguire lungo un percorso che abbandoni la distinzione tra le arti e che permette ai visitatori più esigenti di completare in cucina il percorso multisensoriale inziato con la visita alla mostra. L'affinità che si è creata tra Crippa e Berruti li porterà a gennaio a Parigi per esibirsi insieme nel festival gastronomico Paris des Chef la manifestazione parigina che vede lavorare insieme cuochi e artisti, ideata dal fantasiono gastronomo e giornalista Andrea Petrini.
E per chi vuole portare con sè un ricordo dell'installazione è possibile acquistare un libro d'artista (La rivoluzione terrestre, edito da Sandro Corino Editore) contenente un testo del curatore, Andrea Viliani, il contributo di Alessandro Mannarino, un racconto pressochè inedito di Beppe Fenoglio, uno scritto di Filippo Taricco, direttore artistico del festival letterario Collisioni e un breve racconto scritto appositamente dall'autrice Chiara Zocchi. Il libro è acquistabile presso la sede della mostra e presso la sede e lo stand ufficiale dell'Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba nel Cortile della Maddalena di Alba.