48 TORNANTI DI NOTTE

Una discesa (senza freni) nelle ambizioni, nelle motivazioni, nelle paure e nei sogni dell’ uomo

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IL FILM

48 Tornanti di Notte

Un film di Fabrizio Lussu, Anna Grendele, Paolo Casalis
Regia di Fabrizio Lussu

Anno    :   2017
Prodotto da    :   Stuffilm
Genere    :   Documentario, Sport, Ciclismo, Azione, Estremo
Durata    :   53'


A 77 anni il ciclista estremo Giuliano Calore tenta l'ultima impresa: scendere i 48 tornanti dello Stelvio con la sua bicicletta senza manubrio, senza freni, di notte.
Una discesa senza freni nelle ambizioni, nelle motivazioni, nelle paure e nei sogni dell'uomo.

SINOSSI

Giuliano Calore, padovano classe 1938, ha fatto la storia del ciclismo estremo, affrontando le più importanti salite e discese del mondo del ciclismo senza mani, con una bicicletta senza manubrio e senza freni.
A riprese del film iniziate, Giuliano, che oggi ha 77 anni, decide di stupirci realizzando un ultimo record, sicuramente il più suggestivo e pericoloso fra tutti: affrontare in discesa il Passo dello Stelvio senza manubrio, senza freni, di notte, illuminando gli insidiosi tornanti con la sola luce di una piccola pila tascabile.
“48 Tornanti di Notte” mostra l’ultima follia sportiva di un personaggio a metà fra un gentiluomo d’altri tempi e un guascone da osteria, e indaga le cause che hanno trasformato una genuina passione in un’ossessione che piano piano si è sostituita ad affetti e amicizie.
Dopo 40 anni di vita ordinaria, una moglie, tre figli e un modesto lavoro all’Enel, Giuliano “ha inforcato la bicicletta e si è trasformato, come fa Superman quando indossa il suo mantello”. Perchè?
“48 Tornanti di Notte” è una discesa (senza freni) nelle ambizioni, nelle motivazioni, nelle paure e nei sogni dell’uomo.

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    Anni di età
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    Guinness World Records
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    Manubrio, Freni

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Sopra: Estratto dal material filmato (Luglio 2015).

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Chi è Giuliano Calore?

La discesa dello Stelvio

  • Tornanti
  • Chilometri
  • Pendenza Massima
    %
  • Velocità massima
    Km/h
Dal punto di vista geomorfologico il passo divide le Alpi Retiche occidentali dalle Alpi Retiche meridionali. Il passo si trova all'interno del Parco nazionale dello Stelvio vicino ad importanti massicci come il monte Livrio, l'Ortles ed il monte Scorluzzo.
Il passo si trova in prossimità del confine con i Grigioni svizzeri, a cui è collegato tramite il vicino Giogo di Santa Maria-Passo dell'Umbrail (2503 m s.l.m.).
La strada statale omonima che lo attraversa, collegando Bormio e la Valtellina con Trafoi e la val Venosta, conta ben 48 tornanti sul versante altoatesino e 36 su quello lombardo.
Su tutti e tre i versanti, i due italiani e quello svizzero, il passo rimane chiuso durante l'intero periodo invernale (chiusura invernale) e oltre tra ottobre e maggio. Lo Stelvio è da sempre un importante collegamento estivo specialmente per la sua vocazione turistica e sportiva, non solo per il turismo sciistico e montano, ma anche perché meta ambita di ciclisti e motociclisti.
Il passo dello Stelvio, il più alto d’Italia, secondo in Europa solo al Col de l’Iseran (Francia, 2770 m s.l.m. 12 metri di differenza!) per questo la cima Coppi in assoluto ogni volta che il Giro d’Italia l’ha affrontato. Sui suoi tornanti, dal versante di Bormio o da Prato allo Stelvio, il ciclismo ha scritto pagine memorabili, legate soprattutto al campionissimo: Fausto Coppi, che qui ha compiuto una delle imprese più belle della sua carriera e anche l’ultima, quando il 1° giugno del 1953, nella penultima tappa del 36° Giro d’Italia, la prima ad inserire l’ascesa allo Stelvio nel suo tracciato, raggiunse e staccò lo svizzero Hugo Koblet, vincendo tappa e strappandogli la maglia rosa. Questa e altre storie attribuiscono allo Stelvio un fascino unico, che va oltre i semplici numeri, che da un sapore particolare alla salita, che fa crescere l’emozione pedalando lungo i suoi 20 km abbondanti.
Anche il panorama è mozzafiato. Sono sufficienti 2 tornanti per abbandonare il centro caotico di Bormio e ritrovarsi in mezzo ad una natura intatta, fresca, giovane, e respirare un’aria purissima.
Passare da strade larghe e ben asfaltate ad infilarsi in gallerie strette e piccolissime ricavate dalla roccia.
Risalire lungo le cascate del fiume che nasce dai ghiacciai, trovarsi al cospetto dell’Ortles, del Gran Zebrù, all’interno del Parco Nazionale.
La partenza e l’arrivo sono gli stessi della “Re Stelvio”, la gara per cicloamatori che annualmente vede migliaia di appassionati salire i 36 tornanti del versante valtellinese.
Una striscia di vernice bianca con le scritte della gara posta di fronte alle Terme di Bormio vi indicherà il punto esatto dove far partire il cronometro, mentre l’arrivo è in corrispondenza del cartello del passo. Prima del 12° km compare la scalinata di Spondalunga con la sua sequenza di tonanti in mezzo a cascate e costoni di montagna imponenti: è il tratto più spettacolare della salita.
Non lasciatevi ingannare perché sembra essere il culmine della salita, ma è solo un primo scollinamento. Siamo il località Bocca del Braulio, a circa 2300 metri di quota, qui inizia un lungo costone in leggera salita che porta all’ultimo strappo: in lontananza si intravede il passo e gli ultimi 2-3 km sono scanditi da tornanti nuovamente ripidi.
Dopo il bivio per il confine svizzero le pendenze sono stabilmente sopra l’8%, è una delle parti più dure, ma ormai è quasi fatta: il Re dei Passi ci ha permesso di salire fino alla sua testa. Questa è una salita leggendaria, ogni giorno decine di ciclisti si cimentano sulle sue rampe, è come se fosse la “Mecca” del ciclismo: ogni appassionato ci deve andare almeno una volta nella vita!
Il passo dello Stelvio, classificabile come una salita alpina lunga, dal grande dislivello e dalla grande quota altimetrica raggiunta, con pendenze di media difficoltà, è una salita affascinante e impegnativa da tutti e tre i versanti (italiani e svizzero).
Il più difficile è però quello italiano-altoatesino che, a partire da Prato allo Stelvio (915 m s.l.m.), sale per quasi 26 km con pendenze via via crescenti (circa l'11% nell'ultimo chilometro). La prima parte della salita (primi 8 km) è la più pedalabile con pendenze intorno al 5%. Poi, superato il bivio per Solda dopo un falsopiano, iniziano i 48 tornanti con pendenze medie intorno all'8-9%. Si sale regolari, passando per Trafoi, fino al passo con gli ultimi km un po' più duri dei precedenti. La pendenza media è del 7,7%, la pendenza massima è dell'11% per un dislivello complessivo che supera i 1800 m.
Sul versante lombardo la salita inizia da Bormio (1225 m s.l.m.), ha meno dislivello, è lunga circa 21,5 km e conta 36 tornanti; dopo circa 15 km vi è il Pian di Grembo un tratto di circa un chilometro con pendenze modeste. Gli ultimi 2–3 km, i più duri, si attestano intorno all'8%. La pendenza media è del 7,1%, quella massima del 9,5% (tra il km 10 e il km 11), per un dislivello complessivo che supera i 1500 m.
Il terzo accesso al passo che parte da Santa Maria Val Monastero (1375 m s.l.m.) nel comune svizzero di Val Müstair corre in buona parte in territorio elvetico, per poi ricongiungersi in località Giogo di Santa Maria-Passo dell'Umbrail (2503 m s.l.m.) al versante di Bormio, a circa 3 km dalla vetta dello Stelvio. La strada che porta fino al valico italo-svizzero è lunga circa 13 km, si presenta stretta (per 2,5 chilometri sterrata) e pendente, con punte fino al 14% con un dislivello che supera i 1100 m cui si aggiungono poi i 250 m finali in territorio italiano per un totale di quasi 1400 m.
La quota elevata che si raggiunge e la conseguente rarefazione dell'aria[8] complicano ulteriormente la scalata.
Ogni anno vengono organizzate due gare ciclistiche per amatori sulle strade del passo dello Stelvio: a inizio di luglio l'US Bormiese[9] organizza la gara sul versante valtellinese con partenza a Bormio.
a metà luglio L'ARSV Vinschgau[10] organizza la gara sul versante altoatesino con partenza a Prato allo Stelvio.

Lo Stelvio e il Giro
Lo Stelvio è diventato famoso nel mondo del ciclismo quando, nel 1953, è stato inserito per la prima volta nel tracciato del Giro d'Italia, ed è stato teatro di una delle ultime grandi imprese di Fausto Coppi: nella penultima tappa, da Bolzano a Bormio, il campione ormai trentaquattrenne staccò il leader della classifica, lo svizzero Hugo Koblet, conquistò la maglia rosa e vinse il suo quinto e ultimo Giro.
In seguito il Giro ha affrontato diverse altre volte lo Stelvio dall'uno o dall'altro versante, più spesso da quello altoatesino. Nel 1975 vi fu posto addirittura l'arrivo dell'ultima tappa, e si assistette a un appassionante duello tra Fausto Bertoglio, leader della classifica, e lo spagnolo Francisco Galdós che lo seguiva a soli 40". Galdos tentò in tutti i modi di staccare Bertoglio, ma dovette accontentarsi della vittoria di tappa: i filmati mostrano l'insolita scena del vincitore che taglia il traguardo a capo chino, mentre il secondo dietro di lui esulta e festeggia a braccia alzate.
Ogni volta che il Giro è passato sullo Stelvio (6 volte dal 1965) questo è stato "Cima Coppi" in quanto passo più alto della corsa. Come tale è stato affrontato nel 1965, 1972, 1975, 1980, 1994 e 2005 (le ultime volte nel versante altoatesino). Nel 2010, per la prima volta, il passo è stato traguardo di una tappa del Giro Donne, il giro d'Italia femminile, che ha visto prevalere la statunitense Mara Abbott.
Nel Giro d'Italia 2012 il valico (versante lombardo) è ritornato al centro dell'attenzione, come arrivo di tappa, insieme al passo del Mortirolo, entrambi scalati nella stessa frazione il 26 maggio[11], che, dichiarata il 29 settembre 2011 in anticipo rispetto alla presentazione ufficiale del giro, il 16 ottobre, ha visto la vittoria finale del belga Thomas de Gendt.
Il transito sul passo era previsto anche nella 19ª tappa del Giro d'Italia 2013 (Ponte di Legno-Val Martello) assieme al passo Gavia, ma a causa delle avverse condizioni meteorologiche i due passaggi sono stati annullati e la tappa prima modificata in più punti e poi definitivamente annullata.[12] La medesima tappa è stata riproposta per il Giro d'Italia 2014 e, seppur in condizioni climatiche difficili (neve durante il passaggio in vetta), ha visto transitare per primo Dario Cataldo. La salita è stata affrontata dal lato di Bormio ed è stata la cima Coppi dell'edizione del 2014.
L'inserimento dello Stelvio nel percorso del Giro presenta sempre qualche rischio logistico: a fine maggio/inizio giugno le condizioni meteorologiche sulle Alpi non sono ancora pienamente stabilizzate come accade invece in piena estate e perciò sono ancora possibili delle nevicate: più di una volta è stato necessario annullare la tappa ripiegando su percorsi alternativi per l'impraticabilità della strada. Assieme all'altra difficoltà logistica, in alcune annate, di sgombrare in tempo la strada dalla neve, sono probabilmente questi i motivi che hanno spinto gli organizzatori del Giro negli ultimi decenni ad evitare sempre più questa ascesa in favore di altre salite tirolesi-valtellinesi meno critiche.
La Produzione

Fabrizio Lussu

Nasce a Torino nel 1976. Dal 2007 al 2014 fa parte della Fotogramma 25 s.n.c., casa di video-produzioni torinese specializzata in documentari e cortometraggi di fiction, dove ricopre il ruolo di sceneggiatore e di regista.

Filmografia

“L’uomo dei Record”, 2013 - doc.

“Lunga vita al Re”, 2011 - doc. Vincitore del “Piemonte Documenteur Filmfestival - 2011”

“Gravità”, 2009 - cortometraggio
Miglior Regia “Spazio Anteprima Nord-Ovest 2009” Miglior corto Ponte “Corti a Ponte 2010”

“La Formula del Miele”, 2009 - doc.

Stuffilm

Stuffilm Creativeye è una società di video produzione con sede in Via Principi 6, Bra(CN) che produce opere per il cinema, lungometraggi e cortometraggi di finzione e film documentari.
Nel suo curriculum ci sono produzioni cinematografiche come Barolo Boys.Storia di una Rivoluzione, Vetro Piano e Langhe Doc. Storie di eretici nell’Italia dei capannoni questi ultimi due nella selezione dei David di Donatello come migliori documentari italiani per gli anni 2010 e 2011. Negli anni Stuffilm ha realizzato numerosi reportage di eventi sportivi, con un’esperienza e un curriculum particolarmente importanti per il ciclismo, con la produzione di eventi come La Marmotte, Granfondo pantani e Granfondo Monte-Carlo, Giro d’Italia 2013, e la produzione dei due lungometraggi L’Ultimo Chilometro e Vento. L’Italia in bicicletta lungo il fiume Po.

Film sul ciclismo

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CON IL SOSTEGNO DI

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FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE

Primo fondo italiano per il sostegno al cinema documentario, istituito nel 2007 sul modello dei principali fondi europei per il cinema e l'audiovisivo, il Piemonte Doc Film Fund (PDFF) ha come finalità sostegno per valore culturale e al tempo stesso per capacità industriale dei progetti di film documentario, con l'obiettivo di professionalizzare e internazionalizzare ulteriormente il settore a Torino e in Piemonte, e di favorire la coproduzione tra soggetti operanti sul territorio e realtà esterne nazionali e internazionali.

Il PDFF sostiene le strutture torinesi e piemontesi sia per progetti tematicamente inerenti il proprio territorio, sia per altri progetti su altre tematiche e altre realtà territoriali, ma particolarmente rilevanti sul piano sociale-culturale-artistico e su quello industriale- professionale.


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l’ha fatta molti anni fa.

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